Antonio Segni, figlio di Celestino (1858-1923) che fu avvocato, consigliere comunale e professore incaricato di materie economiche all’Università di Sassari, e di Annetta Campus, nacque a Sassari il 2 febbraio 1891

Dopo aver frequentato gli studi liceali all’Istituto “Domenico Alberto Azuni”, si laureò in giurisprudenza con lode nel 1913. Esercitò subito la libera professione di avvocato ma si avviò con decisione anche alla la carriera universitaria: nel 1920 vinse il concorso per la cattedra di diritto processuale civile presso l'Università di Perugia, ove insegnò fino al 1925. Fu poi a Pavia, Cagliari, Sassari, dove fu rettore dal 1946 al 1951 e, infine, a Roma. Della sua attività accademica rimangono molte pubblicazioni e studi in materia di diritto processuale civile, diritto commerciale e fallimentare, e in materia agraria. Nel 1921 sposò Laura Carta Caprino da cui ebbe quattro figli.

Si iscrisse al Partito popolare sin dalla sua fondazione e ricoprì subito incarichi di rilievo; fu nominato consigliere nazionale dal 1923 al 1924. La sua attività politica, però, si fermò quasi del tutto all’avvento del fascismo per riprendere sul finire della dittatura: nel 1943 fu tra i primi fautori della nascita della Democrazia Cristiana, diventando ben presto uno dei leader sardi e, soprattutto, nazionali. L’impegno politico, da quel momento, si intensificò sempre più: nel 1944 fece parte della prima Consulta regionale sarda; nello stesso anno fu nominato sottosegretario per l'Agricoltura e Foreste, nel III Governo Bonomi; incarico che fu riconfermato l’anno successivo, nel 1945, nel governo Parri e nel I Governo De Gasperi.

Nel 1946 fu eletto deputato all'Assemblea Costituente e contemporaneamente nominato ministro dell'Agricoltura e Foreste nel 2° Governo De Gasperi. Ministero che ricoprirà ancora nel 1947, 3° e 4° Governo De Gasperi; nel 1948, 5° Governo De Gasperi e nel 1950 con il 6° Governo De Gasperi. La sua azione politica e soprattutto di uomo di governo proseguì senza sosta, ricoprendo dicasteri importanti: nel 1951 fu nominato Ministro della Pubblica Istruzione, 7° Governo De Gasperi, incarico che gli fu assegnato ancora nel 1953 con il Governo Pella.

La sua solida preparazione, unita alle doti di abilità e di mediazione, lo portarono ad assumere la carica di presidente del Consiglio dei ministri che tenne dal 6 luglio 1955 al 18 maggio 1957; poi di vice presidente e ministro della Difesa nel 1958 durante il 2° Governo Fanfani. Il suo peso politico, le competenze maturate negli anni e le relazioni intraprese con i personaggi più rilevanti della politica interna e internazionale, lo porteranno a ricoprire ancora la carica di primo ministro con l’interim degli Interni dal 15 febbraio 1959 al 25 marzo 1960. Divenne poi ministro degli Esteri nel brevissimo e problematico governo Tambroni (25 marzo-26 luglio 1960) e nuovamente nel successivo 3° governo Fanfani, ed infine, ancora nel 1962 nel 4° governo Fanfani.

Il 6 maggio 1962, al nono scrutinio - segno di uno scontro politico vivace che vedeva da una parte la crescita dei socialisti e dall’altra l’esigenza dei moderati e dei conservatori di limitare la sinistra - su proposta di Aldo Moro, Antonio Segni fu eletto presidente della Repubblica. Il neo presidente, per la sua profonda fede politica, l’atteggiamento in apparenza schivo e riservato, sembrava assicurare il giusto equilibrio tra il nuovo che premeva e il conservatorismo dominante.

Si trattava di un periodo molto complesso che richiedeva un profondo e strutturale mutamento della società italiana, con un impegno notevole delle forze politiche allora presenti. La presidenza di Antonio Segni non fu, però, in grado di governare il cambiamento, e si caratterizzò per una modesta attività in cui si acuirono i contrasti tra i partiti. Dopo appena due anni, il 7 agosto 1964, Segni fu colpito da una grave malattia invalidante che gli impedì di proseguire il suo mandato. Dopo pochi giorni il presidente del Senato Cesare Merzagora assunse la supplenza fino al 28 dicembre 1964. Il 6 dicembre Antonio Segni rassegnò le dimissioni da presidente e divenne senatore a vita.

Nel corso della sua vita ottenne importanti riconoscimenti onorifici per le competenze scientifiche maturate in settori da lui approfonditi in ambito politico; così nel 1959 ottenne la laurea di dottore honoris causa in scienze agrarie dall'Università Georgetown di Washington. Il 7 maggio 1964, poco prima della malattia, ricevette il premio "Carlo Magno" nella città di Aquisgrana per gli alti meriti acquisiti nell'azione svolta in favore dell'unità europea.

Morì il 1° dicembre 1972.

tratto da "Carla Ferrante - prefazione a Inventario Unico"